Parco Lura

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Le finalità della tutela della biodiversità su diverse scale

Per biodiversità si intende la ricchezza e la varietà animale e vegetale, espressione della variabilità genetica.
Conservare la biodiversità significa conservare le specie autoctone ed endemiche (tipiche di ciascun territorio), mantenendone intatti i patrimoni genetici. Significa anche garantire alle diverse popolazioni la possibilità di evolversi geneticamente in modo autonomo.
Quando una popolazione viene ridotta a pochi individui, anche se in seguito viene ricostruita la consistenza numerica, la variabilità genetica sarà comunque bassa, con effetti deleteri (es.: consanguineità) e potenziale compromissione delle capacità autoconservative. E’ quindi molto importante evitare che le popolazioni subiscano forti cali nel numero di individui che la costituiscono. Se la ripresa di una popolazione deve essere assistita mediante riproduzione artificiale è importante che i riproduttori siano selezionati e incrociati in modo ottimale, conservando cioè la variabilità genetica rimasta disponibile.

  La perdita di Biodiversità può avvenire per:
• Alterazioni ambientali
• Immissioni

Tutelare la diversità della vita in tutti i suoi aspetti significa rendere la vita sulla terra più stabile e sicura.

 

La biodiversità in Italia
L’Italia figura, in rapporto alle dimensioni, caratteristiche e grado di antropizzazione, come uno dei paesi più ricchi di biodiversità: sono circa 58.000 le specie animali catalogate (delle quali 40.000 sono specie di insetti) e oltre 6.000 le specie di piante superiori ospitate dal nostro Paese. Conoscere queste liste e questi numeri è la base della conoscenza scientifica finalizzata alla tutela, lo strumento fondamentale per gli interventi di gestione, il primo semplice indicatore della biodiversità del territorio, del suo valore e del suo stato di salute.

 

Tutela della biodiversità

Sono assai diversi i modi e gli strumenti che ci consentono di conservare e valorizzare la biodiversità. Quando si applica una corretta pianificazione territoriale evitando che gli interventi di urbanizzazione interrompano i corridoi ecologici o determinino la perdita di territori agricoli e aree boscate, anche se in modo indiretto, si tutela la biodiversità. Quando si cerca di sostituire sistemi obsoleti di intervento sul territorio utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica, si contribuisce alla conservazione degli habitat e degli ecosistemi.
 

 Vi sono però interventi che più di altri, per specificità e caratteristiche proprie, sono mirati essenzialmente alla tutela della biodiversità:
- compilazione di liste rosse o individuazione di specie e habitat su cui è urgente studiare un intervento;
- approvare una normativa adeguata (Direttiva 92/43/CEE e Direttiva 79/409/CEE);
- progetti di conservazione (ad esempio progetti LIFE);
- ricerca naturalistica.

 

Link

http://ec.europa.eu/environment/biodiversity/campaign/index_it.htm

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I PROGETTI PER LA BIODIVERSITA'

1. “Interventi finalizzati alla conservazione e valorizzazione della biodiversità nel Parco del Lura come progetto strategico per la rete ecologica dell’alta pianura lombarda. Un progetto pilota di gestione attiva degli habitat” co-finanziato nel 2008 da Fondazione Cariplo

2. ”Collegamento a rete tra il Parco del Lura e le Aree Protette limitrofe: individuazione di corridoi ecologico-fruitivi e attuazione di un progetto pilota nel Comune di Cermenate” co-finanziato nel 2011 da Fondazione Cariplo

3. Sperimentazione: ”Semi di papaveri e fiordalisi per riportare le fioriture tipiche delle aree agricole del Parco”

 

1. Si tratta di un Progetto realizzato pro valorizzazione e conservazione della biodiversità nel Parco del Lura a carattere sistemico per permettere il movimento e l’aumento di popolazioni di piccola fauna autoctone con una componente divulgativa per permettere una migliore fruizione dell’area. L’intero progetto è stato strutturato in modo da ottenere una valorizzazione della biodiversità locale, Il miglioramento della rete ecologica con una progettazione ambientale-paesaggistica in cui si è dato peso alla concertazione.

Il progetto si è occupato a 360 gradi degli aspetti legati alla piccola fauna del Parco operando preventivamente sulla riqualificazione, il ripristino e la gestione attiva degli habitat. Successivamente grazie al Centro per la biodiversità, istituito dal Parco per seguire direttamente le specie più rare e minacciate nonché gli aspetti naturalistici e scientifici del progetto, in accordo con le linee guida diffuse da IUCN, Societas Herpetologica Italica e Regione Lombardia e dopo accurati studi, la rimozione dei fattori di rischio e degli elementi di disturbo e un successivo adeguato periodo di monitoraggio degli interventi, sono stati attivati programmi di allevamento ex situ mirati a successive reintroduzioni di invertebrati acquatici, anfibi e piante acquatiche, utilizzando in ogni caso soggetti riproduttori provenienti da popolazioni prossime ai siti di rilascio.

Le esperienze ottenute sono state pubblicate in un libro e condivise, grazie anche a questo sito, con dati e aspetti gestionali in tempo reale con tecnici e appassionati. Si sono definite linee guida innovative per una gestione attiva degli habitat; questi criteri potranno venire applicati per la creazione di siti analoghi in territori complessi ed articolati come il Parco del Lura.

 

2. Il Parco del Lura si colloca in una posizione territoriale strategica per questo scopo, infatti è circondato da quattro Parchi Regionali (Spina Verde, Groane, Agricolo Sud Milano e Pineta) e da otto PLIS istituiti o in fase di riconoscimento. Nonostante l’elevata presenza di Aree Protette, questo territorio soffre di un’elevato consumo di suolo, che sta provocando la sigillatura del perimetro dei parchi trasformandoli in ”isole ecologiche” prive di scambi biologici.

Emerge quindi la necessità di valutare la funzionalità dei corridoi ecologici rimasti intatti dall’espansione urbana dell’ultimo decennio, andando a stabilire delle strategie di tutela e potenziamento. Nella prima parte del progetto quindi si propone uno studio mirato alla verifica funzionale delle connessioni ecologiche del Parco del Lura accompagnato anche da un masterplan per la progettazione di interventi di rinaturazione compensativa e deframmentazione della rete ecologica. La seconda parte del progetto prevede invece l’applicazione delle indicazioni del masterplan ad un caso pilota, quello del corridoio ecologico-fruitivo tra il Parco del Lura ed il Parco della Brughiera Briantea nel Comune di Cermenate (CO). Tale corridoio, che è già stato individuato nel P.G.T. del Comune di Cermenate, rappresenta un’ambito di compensazione ambientale dell’Autostrada Pedemontana.La seconda parte del progetto prevede invece l’applicazione delle indicazioni del masterplan ad un caso pilota, quello del corridoio ecologico-fruitivo tra il Parco del Lura ed il Parco della Brughiera Briantea nel Comune di Cermenate (CO). Tale corridoio, che è già stato individuato nel P.G.T. del Comune di Cermenate, rappresenta un’ambito di compensazione ambientale dell’Autostrada Pedemontana.

 

3. Il progetto consiste nella semina di papaveri e fiordalisi all’interno dei campi coltivati a cereali, in modo da favorire lo sviluppo della biodiversità, dare un valore aggiunto alla qualità del paesaggio e riavvicinare i cittadini alla realtà agricola.
Considerando gli interessi espressi dagli agricoltori è stato possibile attivare una iniziativa volta a ridare valore agli spazi agricoli presenti nel Parco del Lura con un progetto di semina di papaveri e fiordalisi in aree conosciute e fruibili dalla rete di percorsi ciclocampestri del Parco locale.
Si tratta di una sperimentazione che il Consorzio Parco del Lura in collaborazione con il Centro Forestazione Urbana di Italia Nostra sta realizzando insieme alle aziende agricole del territorio, che hanno messo a disposizione fasce di terreno per seminare papaveri e fiordalisi, con lo scopo di:
- favorire la biodiversità negli ambienti agricoli e periurbani;
- migliorare la qualità del paesaggio;
- sensibilizzare amministratori e cittadini sul tema del consumo del suolo causato da una eccessiva urbanizzazione;
- riavvicinare le persone al paesaggio agrario, attraverso la scoperta della cultura contadina, delle aziende agricole e dei loro prodotti.

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