Parco Lura

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LA RETE CICLABILE

 

  Il Parco del Lura è un lungo nastro verde che scende dal Comasco fino alle porte della metropoli milanese: dapprima vasto e profondamente inciso nella pianura, poi esile cordone fra case, fabbriche e campi seminati. Il Consorzio ha immaginato che la chiave per la sua percezione e per un equilibrato accesso potesse essere la costruzione di una rete di percorsi ciclabili che consentisse di percorrere l'intero parco da nord a sud e attraversarlo in più punti da est ad ovest. Mutuando l'esperienza maturata nel Parco regionale delle Groane, dove tale soluzione ha segnato il decollo dell'area protetta e la sua popolarità presso i cittadini, ciascun comune ha agevolato questo progetto, mettendo a disposizione risorse e terreni. Il Consorzio, poi, ha reperito ulteriori fondi e curato gli interventi. Oggi la rete è stata realizzata per 26 Km, mentre il programma prevede per i prossimi anni di realizzarne altri 10 Km.

  Il progetto s'inserisce in una rete strategica regionale e internazionale, con l'ambizione di divenire segmento dell'itinerario “Eurovelo” n.5, che parte da Londra ed arriva in Sicilia, così come suggerito dalla European Cycling Federation e dalla Federazione Amici della Bicicletta. Si tratta, infatti, della via Francigena, itinerario dei pellegrini dal nord Europa a Roma, lungo 3.900 chilometri. Nella nostra regione è stato individuato un itinerario da Lugano, attraverso Mendrisio e la Valle del Lanza fino a scendere nel Parco Lura utilizzando il tracciato della ferrovia dismessa Malnate-Grandate. Tra Rovello e Misinto o tra Saronno e Ceriano Laghetto sarà possibile raggiungere il Parco delle Groane, dove una pista ciclabile è ormai completata fino alle porte di Milano e al Parco Nord. A sud della metropoli la via Francigena potrà percorrere l'alzaia del Naviglio Pavese fino a Pavia e da lì potrab seguire il tracciato di un'altra ferrovia abbandonata, quella per Varzi. Lo Stato italiano, dopo molte sollecitazioni, ha messo a disposizione di questi interventi i primi, seppur modesti, fondi nella legge Finanziaria 2008.


La rete ciclabile del Parco a nord tra Cassina Rizzardi e Saronno

  Il percorso ciclabile è l'ideale per le famiglie, per fare ciclo turismo, per passare piacevoli ore nella campagna lombard. L'itinerario accompagna l'andamento della valle, con i suoi sali-scendi, le sue sinuosità e anche qualche passaggio molto rustico nella pavimentazione, in gran parte realizzata con pietrisco e sabbia calcarea. Si può percorrere il percorso in un senso e ritornare, nei giorni festivi e al sabato, con i treni delle Ferrovie Nord, o viceversa. Le stazioni della linea Milano-Como lungo il parco sono quelle di Saronno, Rovello-Manera, Lomazzo, Caslino e Cadorago.
  Il tragitto inizia a Saronno all'altezza di via Alessandro Volta, dove, dalla laterale via Carl Marx si distacca la pista ciclabile che attraversa il fiume sul ponte in ferro recentemente posato, per entrare nel Parco in corrispondenza dell'area rimboschita nel 2007. La pista incrocia due itinerari, uno dritto verso Cascina Ferrara e l'altro verso nord, costeggiando il grande prato verde del Parco per poi risalire il corso della valle. La prima parte dell'itinerario attraversa l'area pubblica fruibile di Saronno, con i suoi prati calpestabili e le sue macchie boscate .


La rete ciclabile del Parco a Sud tra Saronno e Lainate
  Occorre prendere il percorso verso nord per raggiungere Rovello Porro, costeggiando una siepe boscata che inizia all'incavo vallivo del fiume. Oltre il cimitero di Rovello, il fiume, il parco e la pista attraversano l'abitato. Il Consorzio ha recuperato un grande spazio antistante il plesso scolastico, trasformando un'area priva di funzione e significato nel cuore verde del paese. Di fronte ad essa si erige la chiesa della Beata Vergine del Carmine, nota anche con il nome di Madonna della Lura. Oltre il campo sportivo, il percorso attraversa la campagna, lungo una vecchia strada vicinale, fino a raggiungere Rovellasca. L'attraversamento ciclabile di questo paese sarà realizzato a breve, poiché è fra i programmi prioritari dell'amministrazione. Nel frattempo merita attraversare il centro e in particolare l’elegante  parco del Burghè, giardino pubblico ricavato da un'antica pozza d'acqua stagnate, bonificata ad inizio del ventesimo secolo.
  Uscendo dall'abitato, il percorso ciclabile riprende verso nord lungo via Como, attraverso i campi, fino a scendere nella valle, che, a questo punto, diviene ben accentuata e percettibile. Qui il paesaggio è un alternarsi di campi, prati e boschi. In fondo alla discesa la pista volta a destra verso nord. Poco oltre un bivio propone due alternative: proseguire lungo il versante est per raggiungere la frazione di San Rocco di Bregnano, oppure deviare a sinistra, attraversare il torrente su un nuovissimo ponte in ferro realizzato dal parco e proseguire nella valle sul versante est. Il ponte a doppia campata è situato in un punto molto ameno e selvatico del parco, fra i meandri del fiume e i boschi di robinie e querce.
  La pista risale quindi la valle lungo una consorziale, fino alla strada provinciale Novedratese, arteria dal pesante traffico camionale che taglia in due il parco. Un sottopassaggio appositamente realizzato consente di superare questa barriera in assoluta tranquillità. Appena oltre la Novedratese, sulla destra, un'area un tempo occupata da un depuratore è stata recuperata dai volontari di Lomazzo con rimboschimenti e piccole vasche a scopo didattico. Il percorso costeggia il fondo valle, superando la strada locale fra Lomazzo e Bregnano. Qui è possibile fare attività ginnica grazie agli attrezzi che il Comune e il Parco hanno messo a disposizione dei cittadini. Un tempo in questa zona sorgeva un campo di tiro militare, oggi abbandonato e affidato al Consorzio, che con un'operazione di recupero, lo ha trasformato in un'area  pic-nic.
La pista ciclabile si attesta attualmente sulla strada a traffico limitato che collega il centro di Lomazzo con Cascina Bissago e Cascina Menegardo.
  Al ciclista si presentano due opportunità per raggiungere il Ponte degli Alpini nel cuore selvatico del parco: salire a Bissago e ridiscendere da Puginate o costeggiare il fiume lungo il versante orientale, percorrendo un sentiero talvolta accidentato. Non è possibile viceversa percorrere il versante occidentale, poiché ci s'imbatterebbe nell'area cintata di captazione della fonte S.Antonio Spumador, una fra le più note aziende lombarde d'imbottigliamento delle acque minerali. Dal Parco del Lura si estrae infatti l'acqua con la quale si produce la nota “Spuma”, bibita commerciale che per tanti anni ha tenuto testa alla Coca Cola e ad altri prodotti multinazionali.
  Salire a Cascina Bissago è agevole ma faticoso, a causa di una rampa di quattrocento metri al 6% di pendenza, ma è uno sforzo che appaga, poiché il paesaggio si apre su una piana disegnata da lunghi filari di tigli, platani e pioppi cipressini, messi a dimora dai proprietari della tenuta agricola. La strada comunale in fondo al viale di platani piega a destra verso Menegardo e Bregnano. Da qui, è' possibile seguire alcuni sentieri per proseguire lungo la valle, ma la pista ciclabile non è ancora stata realizzata in questa zona. Da Bissago, anziché piegare ad est verso Menegardo, si può proseguire su un sentiero che costeggia il ciglio di valle a fianco di un lungo filare di pioppi cipressini, fino alle soglie del villaggio di Puginate, da dove si può scendere, con la bici a mano, fino al ponte degli Alpini.
  L'alternativa di fondovalle è un sentiero che s'incontra alla prima curva salendo dal ponte di Lomazzo, verso nord. È un percorso accidentato nel bosco, in un'area molto amena che attraversa anche un vecchio impianto di pino strobo, fino a giungere al ponte. E' situato in uno dei punti più selvaggi della valle ed è stato realizzato da un gruppo dell'ANA diversi anni or sono e recentemente restaurato dal Parco. Consente di attraversare la valle e raggiungere la frazione di Caslino al Piano (dove sta sorgendo la nuova sede del Parco), oppure proseguire verso nord, lungo un sentiero a mezza costa, che percorre la parte più stretta e scoscesa, fino ad aprirsi in un'ampia conca a prato. Si tratta di un percorso adatto a ciclisti esperti, possibilmente dotati di mountain bike o in ogni caso di bici robuste con il cambio. Ai bambini e ai meno esperti si suggerisce di portare la bici a mano.
  Il ciclista ha qui diverse opportunità: risalire ad ovest verso Caslino al Piano, raggiungendo così la località Pasqué con un piccolo laghetto e un vecchio lavatoio, oppure scendere nuovamente verso il fiume lungo la pista ciclabile già realizzata, che attraversa nuovamente la Lura per risalire, con una rampa asfaltata piuttosto ripida, fino a Bulgorello di Cadorago e da qui percorrere il tracciato che conduce al Roccolo e a Cermenate. Nel fondovalle, prima della risalita, c'è un nuovo stagno che il parco ha realizzato per sperimentare un processo naturale di fitodepurazione delle acque.
  Il percorso ciclabile da Bulgorello, frazione di Cadorago posta in cima ad un colle, si stacca dalla strada comunale che collega il villaggio a Puginate. Si tratta di un'antica strada consorziale che il Parco ha in buona parte recuperato. Al centro del bosco, nel fondo di una conca morenica, c'è una piccola zona umida, la Foppa dei Buschitt, oggi quasi totalmente interrata, ma in ogni caso preziosa come luogo di ricarica della falda freatica. La strada campestre scende nella conca della Murella, e da qui occorre piegare verso sud per qualche centinaio di metri lungo una carrareccia per poi risalire verso est fino alla strada provinciale della Pioda, nei pressi di una cappellina votiva. E' bene prestare attenzione all'attraversamento della strada, poiché le auto hanno una tendenza alla forte velocità.

  Il percorso s'inoltra nel bosco di querce, carpini, pini silvestri e robinie fino a raggiungere il dosso dove c'è il Roccolo. Per salire alla costruzione occorre svoltare a sinistra e inerpicarsi per la stradina appositamente segnalata; per raggiungere Cermenate, invece, è necessario percorrere la pista ciclabile verso sud, dapprima in mezzo ad un bosco popolato da gufi e da scoiattoli, poi fra i campi coltivati.  Proseguendo verso nord lungo una strada interpoderale nel bosco di robinie e querce, si arriva ad un profondo solco vallivo. Risalendo questo solco con la bici a mano, è possibile raggiungere la strada agricola che proviene da Caslino, per dirigersi verso Cadorago: qui il parco ha realizzato un sottopasso alla Ferrovia Nord che consente di accedere al paese dal lato del cimitero e arrivare a fianco della Chiesa Parrocchiale fino al centro.
  Una pista ciclabile attraversa questa parte del Parco a Guanzate partendo da via Carducci o dal parcheggio in fianco al  cimitero. Quest'ultimo percorso s'inerpica fino alla cima del colle, da cui è possibile ammirare un panorama piacevole su tutta la zona. Il  bosco di Guanzate è di particolare interesse naturalistico per  la presenza di molte querce possenti, pini silvestri, castagni e  betulle. E' analogo ai boschi che coprono il vicinissimo Parco  regionale di Appiano Gentile Tradate, Sito d'importanza  comunitaria ai fini della direttiva per la tutela degli habitat e delle specie più minacciate. Il Parco regionale è raggiungibile da Guanzate lungo la Strada Provinciale Lomazzo-Bizzarrone, recentemente attrezzata con corsie ciclabili a fianco di carreggiata.  La collina più alta dei boschi di Guanzate è stata coperta da  un impianto di querce rosse americane, che assume nel  mese d'ottobre una tavolozza di colori autunnali di sorprendente bellezza.
  La pista ciclabile, infine, raggiunge Bulgarograsso, comune più  settentrionale del parco, circondato da coltri boschive fra le  più compatte dell'intera area protetta. Qui finisce attualmente il parco, ma il progetto strategico  prosegue, con l’ambizione di raggiungere la Svizzera. E'  questo il primo passo, o meglio la prima pedalata, verso Londra, lungo l'Europa dei ciclisti.

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