Parco Lura

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CONSERVAZIONE

BUONE PRATICHE

Benché le competenze relative alla tutela della natura, della biodiversità e del paesaggio siano prevalentemente in capo a regioni, province autonome e province, ai comuni tuttavia spetta un ampio ventaglio di funzioni connesse alla tutela della flora della fauna e della biodiversità, sia direttamente sia indirettamente attraverso la redazione dei propri strumenti urbanistici. Un strumento a disposizione dei comuni è l’adozione di specifici regolamenti per affrontare le questioni relative alla natura, il paesaggio e la biodiversità. Anche se in realtà alcune di queste tematiche sono parzialmente contenute nei regolamenti edilizi, nei regolamenti di polizia municipale o in eventuali regolamenti relativi al verde pubblico, potrebbe essere opportuno definire regolamenti complessivi e primariamente orientati alla tutela della diversità e degli ecosistemi presenti nel territorio comunale intesi come valenze naturalistiche e/o paesaggistiche nonché che prevedano delle indicazioni di gestione per specie di interesse (rondini, pipistrelli, anfibi...ecc). A tale proposito si richiamano alcuni regolamenti particolarmente significativi di comuni italiani che hanno affrontato nel dettaglio o in maniera organica alcune delle questioni citate. Tali regolamenti rappresentano esempi di buone pratiche facilmente trasferibili in altre realtà municipali.

 

Su scala maggiore, inoltre, è possibile citare esempi di buone pratiche in merito alla conservazione e sostegno della biodiversità quali:

1) Regolamenti comunali per la gestione di specie ed ecosistemi
Un primo gruppo di regolamenti si rivolge alle tematiche del benessere degli animali superando la distinzione delle azioni e competenze tra animali selvatici e di affezione per adottare un approccio complessivo alla fauna urbana. Le linee guida della Provincia di Milano “Regolamento comunale per il benessere degli animali e per una migliore convivenza con la collettività umana” prevedono una serie di indicazioni sulla tutela e gestione della fauna selvatica. Sulla stessa linea anche il “Regolamento per la tutela degli animali” del comune di Firenze, approvato nel 1999 ed il “Regolamento per il benessere degli animali” del comune di Reggio Emilia che estende la tutela alle specie dell’allegato D del D.P.R. 8.9.1997, n. 357 (adozione della direttiva Habitat da parte dell’Italia) e dei microhabitat a cui sono legate le specie soggette a tutela.

2) Regolamenti per la gestione delle aree verdi urbane

Un secondo gruppo di regolamenti affronta la gestione delle aree verdi urbane composte di sistemi diversi: parchi pubblici, verde urbano, verde storico, verde scolastico, verde privato, filari e alberature urbane e rurali, aree verdi in prossimità di corsi d’acqua o di sistemi a maggiore naturalità. Si tratta di sistemi vegetali che oltre a garantire la qualità della vita dei cittadini sono in grado di ospitare una ricca fauna che spesso trova in città condizioni favorevoli per l’alimentazione e la riproduzione. Tra i più interessanti si segnalano:

- “Regolamento per la tutela del verde e delle alberature” approvato dal Comune di Buccinasco in provincia di Milano il 29/05/2003. Partendo dall’importanza della vegetazione arborea ai fini ecologici, paesaggistici, culturali e storici il comune intende stabilire una serie di norme finalizzate alla protezione ed all’uso razionale.

- In provincia di Bologna il Comune di Castenaso tra il 2000 ed il 2004 ha approvato una serie di regolamenti poi confluiti in un testo complessivo “Regolamento del verde pubblico e privato, regolamento della tutela del patrimonio vegetale e integrazioni relative alle zone comprese nelle fasce di pertinenza fluviale”. Si riconosce al patrimonio vegetale pubblico e privato, in particolare alla componente arborea, un ruolo crescente nel garantire la qualità ambientale complessiva oltre agli effetti positivi nel microclima urbano anche alla luce dei cambiamenti futuri del clima.

Queste iniziative di competenza comunale sono fondamentali alla costruzione delle “reti ecologiche dal basso” garantendo la connessione con i corridoi ecologici naturali, le aree protette, le aree ad elevata naturalità di rilevanza regionale, nazionale, europeo, attraverso la valorizzazione del patrimonio di specie ed ecosistemi presenti nel territorio comunale.

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